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Storie della comunità: Antonio Pappalardo

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Antonio Pappalardo

Uomo di comunità e promotore del Made in Italy, Antonio ‘Tony’ Pappalardo è uno dei soci storici dell’Associazione dei Siciliani in Sudafrica. Vive a Johannesburg dagli anni ’60, quando fu convinto a migrare da Acireale da uno zio ex prigioniero di guerra. “Non ho studiato molto, ma in Italia avevo un’azienda edile. Nel dopoguerra, come molti altri ho deciso di lasciare l’Italia, che era in difficoltà. Il Sudafrica all’epoca era un posto dove fare fortuna”.

L’arrivo a Johannesburg di Pappalardo

A Johannesburg, Pappalardo si è fatto un nome grazie alle sue capacità e allo spirito di adattamento. “All’inizio non parlavo inglese o afrikaans, ma hanno visto come lavoravo e ho fatto strada in fretta”, spiega.

Facendo carriera, Tony ha messo su famiglia e acquistato la casa dei sogni: “mi ricordo che un giorno ho dovuto chiamare un mio amico elettricista, a cui non sono riuscito a dire che questa fosse casa mia. Ho fatto finta che fosse di un cliente”, confessa compiaciuto.

Lavorando con la ditta Giuricich Bros, Tony ha costruito e ristrutturato le case di molti Italo-Sudafricani. Ha anche collaborato alla costruzione del quartier generale della BMW a Midrand, il fiore all’occhiello della carriera in Sudafrica.

Nonno e uomo di comunità

Oggi, Tony Pappalardo è un nonno affettuoso. “Ho pensato tante volte di tornare in Italia”, spiega, “ma ho sempre rimandato per aspettare che le mie figlie finissero la scuola, e alla fine sono rimasto qua! I miei nipotini sono dei sudafricani, facciamo persino fatica a parlare assieme ma ci adoriamo”.

Gli ultimi mesi, per Tony, sono stati una sfida come per tanti anziani della nostra comunità. “La pandemia non è stata un problema, ma ci ha costretti a stare lontani dai nostri amici e dalla nostra famiglia. In questo Paese non mi sento più a casa, è pericoloso e sfigurato”, ammette con rammarico.

Una lezione per le nuove generazioni? “Non essere troppo avventurosi, e cercare di avere sempre un valore aggiunto nel proprio lavoro. Altrimente siete come tutti gli altri”.

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