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Sottoprodotti del Coronavirus: ambiente e società rigenerati

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Il maledetto Virus. Ci siamo addormentati in un mondo e ci siamo svegliati in un altro. Nulla è più come prima. New York non è più così rampante, il romanticismo di Parigi è tramontato, la Muraglia cinese fa paura, la bellezza di Venezia non se la gode più nessuno e perfino La Mecca resta vuota.

Abbiamo imparato che voler bene a qualcuno significa cercare di stargli lontano. Insomma il mondo si è capovolto e chissà se riusciremo a rimettere la testa al suo posto. Come succede in queste tragedie planetarie qualcuno si ostina a guardare gli avvenimenti con gli occhiali rosa e si accorge di alcuni cambiamenti che tutto sommato non sono neanche da buttare.

Sottoprodotti del virus: la società si reinventa

Raccogliendo i pensieri comparsi sulle cronache dei giornali proviamo a stilare un elenco di fatti e considerazioni. Nel giro di poche settimane abbiamo risolto il problema del traffico, dell’inquinamento, dello spreco di cibo, della ludopatia e dell’invasione dei migranti.

Abbiamo dato forte impulso all’e-commerce, lanciato lo smart working e la scuola si è trasformata e completata le lezioni online. Abbiamo finalmente capito che si può vivere senza il calcio allo stadio e in TV, aumentato la lettura dei libri e dei giornali, la visione dei film, riscoperto il piacere di cucinare sano in casa e di avviare un orticello per le verdure.

Abbiamo responsabilizzato i cittadini all’osservanza delle norme e a non far finta di niente  quando vediamo qualcuno che fa il furbo; abbiamo imparato a fare la fila in modo ordinato e a lavarci spesso le mani. Abbiamo ridato fiducia agli scienziati e alle persone competenti e rimesso in soffitta i no-vax e complottisti vari. Furti, rapine e altri delitti ridotti all’osso, traffico e spaccio di droga  hanno subito un tracollo.

Sottoprodotti del virus: dimezzato l’inquinamento

La natura sta riprendendosi i suoi spazi e siamo testimoni di fatti e situazioni impensabili fino a qualche settimana fa. Avete presente la nuvoletta rossa (vista dal satellite) che stazionava tutto l’inverno in Val Padana indicando un pesante inquinamento da ossidi di azoto dovuto sostanzialmente al traffico veicolare? Ebbene ci informano che il satellite Copernicus della Unione Europea rileva un abbattimento del 50% dell’ inquinamento nelle nostre regioni del Nord.

Niente più aerei a contaminare i cieli.  Meno inquinamento vuol dire,  indubbiamente, un enorme cambiamento positivo per l’ambiente. A dimostrarlo sono alcune immagini che ci giungono da tutta Italia: cinghiali immortalati per le strade deserte, delfini e cigni che si riappropriano delle acque italiane più pulite.

Il nuovo volto di Venezia

Una città su tutte che ha riscoperto condizioni di vita smarrite da troppo tempo è la nostra Venezia. Niente più enormi navi a sovrastare San Marco, sparite le orde di turisti affamati di scoprire in poco tempo la sua bellezza, finito il traffico frenetico di vaporetti e barchette sui suoi canali, ecco che la città, per quei pochi che sono rimasti, ritrova le sue vesti migliori. Acque pulite e trasparenti nei canali con folta presenza di pesci (e cormorani), aria tersa di primavera e pennuti che si intrufolano perfino negli imbarcaderi ormai vuoti.

Però è bene svegliarsi da questo incantesimo e ricordarsi che oltre alle terribili pagine del lutto, presto i nodi economici e sociali verranno al pettine. Finita la coperta del Governo, bisognerà fare i conti con la realtà drammatica di una economia da far rinascere al più presto se vogliamo trovare ancora una normalità nella nostra vita del dopo-virus.

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