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Flavio Favelli ‘Under the Spell of Africa’

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Flavio Favelli

Flavio Favelli è il secondo protagonista del progetto Under the Spell of Africa a cura di Adriana Rispoli realizzato nell’ambito del programma Italia Cultura Africa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il programma si basa su un principio di scambio e di osmosi tra le nostre culture attraverso lo strumento visionario dell’arte con l’obbiettivo di generare una contaminazione bilaterale tra gli artisti invitati e i territori su interagiscono attraverso un rapporto diretto con le realtà locali, artistiche e non, mediato e coordinato dalle istituzioni diplomatiche italiane.

L’International Public Art Festival

Parte del IPAF International Public Art Festival di Cape Town che vede la partecipazione di 20 artisti internazionali, Favelli ha realizzato un grande wall painting sulla facciata di un palazzo nel quartiere di Salt River.

Mandela simbolo dell’identità sudafricana

L’opera riprende in scala monumentale la prima pagina del 11 febbraio 1990 del Sunday Times, il più noto quotidiano del Sud Africa. L’immagine sfumata, posta in maniera spiazzante in senso orizzontale, ritrae la prima uscita pubblica di Nelson Mandela, dopo 27 anni di prigionia. L’appropriazione di un’icona mondiale quale Mandela risponde a diversi livelli di lettura, una fisionomia oggi universalmente famosa da diventare una figura POP la cui immagine però è stata “nascosta” per tanto tempo durante gli anni di carcere.

Favelli, come sempre nei suoi interventi nello spazio pubblico, interpreta l’identità dei luoghi attraverso uno sguardo trasversale che unisce la storia il costume e la società di cui appunto Mandela, il Sunday Times e la pubblicità delle sigarette Mills diventano i simboli. A trent’anni esatti da questa copertina l’opera riflette sul futuro partendo dal passato, sulla lenta sparizione della carta stampa a favore della digitalizzazione, tema ufficiale del Festival IPAF di quest’anno, divenendo in definita un monito alla velocità dell’informazione di oggi. A dispetto delle nuove tecnologie sempre più presenti nel campo dell’arte, Favelli dipinge manualmente e senza l’aiuto di stencil, aerografi o proiettori.

L’opera site – specific di Flavio Favelli è stata realizzata a seguito di una residenza di due settimane grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria.

Il progetto Under the Spell of Africa proseguirà con l’artista Eugenio Tibaldi ad Addis Abeba, Etiopia, presso lo Zoma Museum.

Flavio Favelli

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967 e vive a Bologna.

Il suo linguaggio estetico recupera suggestioni dall’arte concettuale. Indaga sui flussi di esistenza, come memoria soggettiva e collettiva condensata in oggetti o ambienti fino ad ampliarsi alla sfera urbana. Ha esposto in importanti spazi e musei d’arte contemporanea in Italia e all’estero, tra cui MAXXI di Roma, Castello di Rivoli di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, GAMEC di Bergamo, MAMBO di Bologna, MACRO di Roma, Peggy Guggenheim Collection di Venezia, MOCA, Chicago, ICC di New York e Los Angeles e ha partecipato a due Biennali di Venezia: la 50°edizione in “Clandestini”, a cura di F. Bonami e la 55° edizione in “Vice Versa” Padiglione Italia a cura di B. Pietromarchi, e alla Biennale dell’Avana nel 2012.

Fonte: Istituto Italiano di Cultura

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