Home Focus Viaggio nell’arte, il Realismo “seppellisce” il Romanticismo

Viaggio nell’arte, il Realismo “seppellisce” il Romanticismo

88
0
realismo

Prosegue l’inserto de La Voce dedicato alla storia dell’arte. Pittore e amante delle arti visive, Piero Cioni ci guida attraverso la storia delle correnti artistiche europee, e non solo, a cavallo di millenni di evoluzione di cultura e società. In questo capitolo del viaggio nell’arte, scopriremo le divergenze tra gli artisti del Romanticismo e quelli del Realismo.

Il Romanticismo esalta il sublime

Il Romanticismo è l’arte dove il pittore tramite la fantasia si libera concentrandosi sullo stimolo personale e della gente. Si dipinge immaginando quello che piace esprimere a discapito di quella realtà non molto soddisfacente e propizia. Si usa l’immaginazione per divulgare un messaggio di conforto e speranza. Non esistono cose brutte e difficili ma belle e piacevoli che possono essere facilmente immaginate.

La crudezza del Realismo

Purtroppo, alcuni artisti dell epoca non la pensano così. Ed ecco che nasce il Realismo.

Il realista dipinge le cose come sono e si vedono concentrandosi sul fatto che non si può mentire alla gente esponendo cose immaginate e non vere. È però un inizio difficile per il realismo. Alla gente non piace che vengano continuamente ricordati fatti di sofferenza e povertà. Per contro, la fantasia aiuta ad uscire da situazioni poco piacevoli. Per questo il romantico era benvenuto e amato.

Il realista dipinge scene di povertà evidenziando le difficoltà che devono essere giornalmente affrontate. Attraverso la pittura, incominciano a diffondersi notizie e fatti che la gente ha il diritto di conoscere. Nonstante tutto, il messaggio realista non piace all opinione pubblica e alla critica.

Gustavo Courbet, un genio controverso

Il maggior esponente realista è Gustavo Courbet. Courbet è un personaggio ambiguo, critico e loquace, difficile da amare e talvolta rispettare. È però un artista molto capace e dimostra la sua genialità dipingendo di tutto: autoritratti, ritratti, paesaggi, nudi – ma sopratutto dipinge soggetti che evidenziano la povertà e la sofferenza popolare. Gode dell’ammirazione di molti artisti contemporanei. Forse sarebbe giustamente diventato più famoso se si fosse dedicato solo all’arte senza aderire a movimenti politici che gli procurano solo guai. Infelice un suo commento alla presentazione del suo capolavoro “Funerale a Ornans”: “Con questo quadro non abbiamo seppellito un morto ma il romanticismo”.

Evidentente non tiene in considerazione che il romanticismo è un ideologia e non può essere seppellita così facilmente. Il realismo, come tutti i diversi stili artistici, ha avuto la sua fama e fatto la sua storia. In particolare, è stato il padre dell’Impressionismo – e ti pare poco!

Piero Cioni

Rispondi