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Viaggio nell’arte con Piero Cioni: il Barocco e Caravaggio

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Caravaggio

Prosegue con Caravaggio l’inserto de La Voce dedicato alla storia dell’arte. Pittore e amante delle arti visive, Piero Cioni ci guida attraverso la storia delle correnti artistiche europee, e non solo, a cavallo di millenni di evoluzione di cultura e società. In questo capitolo del viaggio affronteremo l’ascesa del Barocco e lo stile inconfondibile di Caravaggio.

Nel 1600 Roma era il centro dell’arte. Non solo dall’Italia, ma da ogni parte d’Europa artisti accorrevano a Roma a cercare la fortuna per poter lavorare o collaborare con i migliori. Dopo la sconfitta dei Turchi a Lepanto, il mondo si era tranquillizzato e il cattolicesimo trionfava. Con il papato di Urbano VIII, sia arte che scienza diventarono i punti cardinali del periodo.

Dal Manierismo al Barocco

Il Manierismo si stava trasformando in Barocco, che si differenziava dando attraverso la composizione una diretta emozione all’osservatore. In quel periodo si distinsero vari artisti. Tra questi, in particolare Caravaggio, Carracci, Domenichino e Lanfranco Bernini.

La vita di Caravaggio

Forse il più amato e odiato è stato Caravaggio. Parliamo allora di lui. Verso la fine del ‘500, Caravaggio si trasferisce a Roma. Non ha ancora vent’anni ed ha studiato a Milano con un maestro a noi ignoto. A Roma, conosce il cardinale Del Monte che lo introduce agli artisti locali e alla comunità omosessuale.

Le grandi opere alla cappella Contarini

Caravaggio, da buon opportunista, sa che il cardinale può favorire nella sua arte. Dopo alcuni dipinti eseguiti per il Del Monte, è proprio per intercessione del cardinale che Caravaggio ottiene forse il suo lavoro più importante eseguito a Roma. Viene commissionato della decorazione della cappella Contarini. Le due grandi tele: il Martirio di San Matteo e la Vocazione di San Matteo. Il primo lavoro, il Martirio di San Matteo, è ancora in stile manierista, pieno però di forte originalità e tecnica tipica caravaggesca.

Il secondo lavoro, la Vocazione di San Matteo, è una cosa del tutto diversa. Caravaggio si distacca dal religioso dando un’impressione che definirei più profana. Nonostante tutto, il quadro ebbe un grande successo per la sua originalità.

Nasce così il barocco. Caravaggio, da buon verista, amava dipingere gente comune in luoghi comuni creando così quella novità che sarà adottata da tanti seguaci.

Piero Cioni

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