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Prosecco, 29 Sindaci firmano il disciplinare per il sito Unesco

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Prosecco

A Baku in Azerbeijan nel Luglio di quest’anno si è concluso il percorso per il riconoscimento come sito UNESCO del territorio veneto conosciuto come “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

Ne abbiamo parlato anche in questo giornale riconoscendo il momento storico con cui questo lembo di Veneto oltre che patrimonio italiano, assumeva anche il rango di “world heritage”.

Un “luogo di eccezionale valore universale”

L’UNESCO è una organizzazione delle nazioni Unite (ONU) istituita nel 1946 con l’obiettivo di “…sviluppare l’educazione, la scienza e la cultura…” e uno degli scopi principali è quello di individuare e conservare nel mondo “luoghi di eccezionale valore universale” che costituiscono patrimonio dell’intera umanità.

L’Italia è seconda solo alla Cina come numero di siti Unesco con 55 siti riconosciuti e il Veneto da solo ne ha ben 6: “Le Dolomiti”, “Venezia e la sua laguna”, “Orto botanico di Padova”, “Verona”, “Vicenza e le ville del Palladio” e ora anche “Le colline del Prosecco”. Il nuovo sito riguarda la fascia collinare che va da Valdobbiadene verso est fino a Vittorio Veneto e nella sua “zona core” comprende 12 Comuni.

La struttura delle Colline del Prosecco

Qui il paesaggio è caratterizzato da un sistema geomorfologico a cordonate. La vite è coltivata su ciglioni inerbiti spesso in postazioni a forte pendenza collinare. Per secoli questi terreni aspri sono stati plasmati e adattati dall’uomo. Dal 17° secolo, l’uso dei ciglioni ha creato un paesaggio a scacchiera fatto di filari di viti paralleli o verticali alle pendenze.

Nel 19° secolo la tecnica della “bellussera” ha contribuito alle caratteristiche estetiche del paesaggio. La “bellussera” è un sistema di coltivazione delle viti disposte a raggiera grazie al sostegno di pali in legno collegati fra loro con fili di ferro, secondo una tecnica messa a punto dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave per combattere la peronospora.

Nel sito si parla anche di una “Zona Buffer” di tre Comuni dove il paesaggio collinare ha minor pendenza. Infine, una “zona Committment” comprende 14 Comuni più lontani dal sito Unesco in cui verranno rispettati alcuni protocolli urbanistici a tutela delle zone più pregiate.

La consegna della targa Unesco

Domenica 20 Ottobre a Pieve di Soligo nel cuore della zona di eccellenza del Prosecco si è concluso ufficialmente l’iter iniziato oltre 10 anni fa con l’intesa per il nuovo “disciplinare urbanistico” tra la Regione e i 29 sindaci dei Comuni dell’intera area interessata. La giornata è culminata nella consegna della targa Unesco ai 15 sindaci della ‘core’ e della ‘buffer zone’. Presenti, festanti e firmanti tutti i 29 sindaci coinvolti. Gran cerimoniere della giornata il Governatore della Regione Luca Zaia. Ha ricordato che per queste zone dalla morfologia aspra e difficile, solo la agricoltura eroica dei nostri avi ha permesso di fare coltivazioni di vigneti e di modellare il territorio nella perfezione che vediamo oggi.

La preservazione del patrimonio

Purtroppo, coloro che lo hanno creato non ci sono più e adesso si tratta di mantenere questo primato di eccellenza del paesaggio. Con il nuovo disciplinare firmato questa domenica bisogna applicare le regole Unesco. Si deve quindi rinunciare a consumare altro suolo o edificare altre nuove costruzioni, mantenendo il mosaico dei vigneti intersecato a zone boscate. Ricordiamo che il sito non è fatto di solo vigneto e il bosco rappresenta il 50% del territorio. Quindi qualche sacrificio a fronte della gloria del riconoscimento che porterà un turismo consapevole e attento alla cultura e alle tradizioni.

Zaia indica che per dare l’ospitalità turistica non serviranno nuovi alberghi. Dovranno essere riadattati casolari e piccoli edifici agricoli usati in passato per gli attrezzi o per il bestiame. Molti giovani, magari con la laurea in tasca, stanno ritornando alle terre dei nonni per godere di questo nuovo benessere e contribuire a mantenerlo con le tecnologie e i saperi del mondo d’oggi.

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