Home Comunità “Wall Eyes”, in cerca di un dialogo artistico tra Italia e Sudafrica

“Wall Eyes”, in cerca di un dialogo artistico tra Italia e Sudafrica

16
0
Wall Eyes

All’interno del programma di promozione integrata Italia, Culture, Africa promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria presenta “Wall Eyes. Looking at Italy and Africa”. L’esposizione è una mostra collettiva, a cura di Ilaria Bernardi, tesa a porre in dialogo giovani artisti italiani e africani su temi condivisi.

Wall Eyes una piattaforma di confronto

Wall Eyes dà testimonianza della contaminazione positiva tra le culture. La mostra include infatti quattro opere realizzate da altrettanti giovani talenti italiani durante o dopo un soggiorno in Africa e ispirate pertanto a quel Continente. Inoltre, ricerca i punti comuni tra Italia e Africa, presentando ulteriori sei opere di altrettanti giovani talenti italiani focalizzate su specifici aspetti socio-culturali dell’Italia di oggi che però non sembrano molto dissimili da caratteri del continente africano. L’esposizione accoglie altresì sei lavori di altrettanti giovani artisti africani, con l’intento di innescare un confronto con gli italiani su temi comuni. Si tratta di Lhola Amira, Rä di Martino, Silvia Giambrone, Jared Ginsburg, Rodan Kane Hart, Bronwyn Katz, Andrea Mastrovito, Elena Mazzi, Luigi Presicce, Marta Roberti, Marinella Senatore, Eugenio Tibaldi, Gian Maria Tosatti, Luca Trevisani, Jessica Webster, Neill Wright.

Il meglio dell’arte contemporanea sudafricana

Allo scopo di stringere rapporti con la realtà e gli enti del paese dove l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria ha sede, l’esposizione si tiene in due importanti centri urbani del Sud Africa, Johannesburg e Cape Town. Wall Eyes giungerà infine a Roma, presso l’Auditorium-Parco della Musica,

L’esposizione sarà in due spazi molto frequentati, Keyes Art Mile e 6 Spin Street. Wall Eyes, inoltre, prende in prestito i lavori degli artisti africani da quattro rilevanti spazi espositivi delle due città sudafricane sedi della mostra. Le opere provengono dalle gallerie Goodman, Smac e Everard Read a Johannesburg, e la A4 Art Foundation a CapeTown.

Un’esposizione in progress

Desiderando rendere l’esposizione in progress, accanto alle dieci opere degli italiani, a Johannesburg sono presentati i tre lavori provenienti dalle tre gallerie della città. A Cape Town, invece, i tre provenienti dalla collezione della A4 Art Foundation. La variazione delle opere in mostra, circoscritta agli artisti africani, è tesa a evocare e confermare quanto sostenuto da Plinio Il Vecchio nel I secolo d.C., ovvero “dall’Africa viene sempre qualcosa di nuovo”.

Uno sguardo in due direzioni

Il titolo della mostra rivela la modalità attraverso cui è stata concepita, che è la medesima con la quale si spera possa essere fruita. Uno sguardo “strabico”, poiché rivolto, allo stesso tempo, da una parte verso l’Italia e dall’altra verso l’Africa.

La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato, edito da Prinp (Torino). All’interno, un saggio della curatrice Ilaria Bernardi, i contributi di Paolo Cuculi, Ambasciatore d’Italia in Sud Africa e Fabio Troisi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, e schede di approfondimento delle opere esposte.

Fonte: Istituto Italiano di Cultura

Rispondi