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Turisti mandano in tilt il Soccorso Alpino sulle cime di Lavaredo

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soccorso alpino

Ha dovuto scendere in campo Zaia, il Presidente della Regione Veneto, per bacchettare due turisti spagnoli un po’ birichini che hanno messo in confusione il Soccorso Alpino nel Bellunese. Siamo nel cuore delle Dolomiti, nello scenario stupendo delle tre cime di Lavaredo e c’è una coppia di alpinisti spagnoli che si cimenta nella scalata della cima Ovest seguendo la via Cassin. Sono David Crespo Martinez (45 anni), assieme alla compagna, Susana Delhom Viana (36 anni) che si avviano nella giornata di Domenica 1 Settembre a conquistare la prestigiosa vetta.

Il primo intervento del Soccorso Alpino

Nel rifugio Auronzo alla base delle montagne è rimasta la madre di David, che ha cominciato ad agitarsi perché non aveva più contatti telefonici con il figlio e ha allertato il Soccorso Alpino. L’elicottero partito da Pieve di Cadore ha individuato i due alpinisti, ma questi hanno rifiutato l’intervento e hanno proseguito la loro avventura, passando una notte in bivacco. Il costo di un’ora di volo è di 7.200 Euro.

Un altro SOS

La mattina dopo, lunedì, la mamma chiede ancora l’intervento dei soccorritori. La donna, nel frattempo, ha avuto anche un malore per l’ansia di non comunicare con il figlio. Forse qualcuno poteva spiegare alla madre inquieta che nella parte Nord delle Tre cime di Lavaredo non c’è segnale per i telefoni cellulari. Comunque, alle 8.30 si alza in volo un elicottero da Treviso che raggiunge ancora una volta la Cima Ovest. Anche in questa occasione, però, la coppia di alpinisti rifiuta il soccorso. I due si dicono in grado di ultimare il programma della loro scalata. Per un’ora e 45 minuti di volo si valuta un costo di 12.600 Euro.

Gli ‘alpinisti da strapazzo’ gettano la spugna

Nel pomeriggio dello stesso lunedì, però, le condizioni climatiche peggiorano. Un forte temporale scoppia intorno alle ore 16 e dal rifugio Auronzo parte l’ennesima materna richiesta di intervento. Stavolta è un elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites della Provincia Autonoma di Bolzano. Nonostante le difficoltà dovute al meteo avverso, l’elicottero riesce a raggiungere gli alpinisti bloccati a quota 2750 metri.

Stavolta i due, messi alle strette da una situazione ormai compromessa, accettano il soccorso e vengono issati a bordo e portati al rifugio Auronzo. Anche per questo intervento con il mezzo dell’Azienda Sanitaria Alto Adige viene stimato un costo di 140 Euro al minuto di volo. Insomma, l’avventura è finita bene per gli alpinisti spagnoli e la loro mamma, ma il Governatore Zaia è ancora su tutte le furie. Oltre ai costi sopportati nei vari interventi, non accetta che per una leggerezza di due turisti si sia rischiata la vita dei soccorritori.

Il conto alle stelle, ma i turisti non pagano per il Soccorso Alpino

Le regole della Regione Veneto in tema di soccorsi sono esplicite. Quando le “vittime” risultano illese e se l’intervento viene causato da imprudenza o imperizia, allora le spese devono essere addebitate a chi ha chiesto il soccorso. E così la Regione Veneto intende rifarsi delle spese mettendole in conto agli spagnoli e alla loro mamma.

Il Gazzettino di domenica 8 Settembre, nella sua edizione di Belluno, ci informa che gli alpinisti sono già rientrati a Barcellona. I turisti non intendono pagare, addebitando gli equivoci sugli interventi degli elicotteri a incomprensioni linguistiche e alla agitazione della mamma di David che li attendeva al rifugio Auronzo. Come andrà a finire? Non si sa, ma credo che le prossime scalate della coppia di Barcellona saranno ben lontane dalle Alpi bellunesi dove ancora non si è placata l’indignazione per questa surreale sceneggiata di fine estate.

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