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Fioramonti: “Patto di ricerca fra scuole e industrie”

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Lorenzo Fioramonti

Lorenzo Fioramonti è il nuovo Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. Il professore ordinario della University of Pretoria è stato scelto tra i ranghi del Movimento 5 stelle nel 2018. Dapprima vice Ministro, Fioramonti è ora alla guida del ministero nel nuovo Governo di Giuseppe Conte.

Alla guida della cooperazione scientifica

“Facciamo nuovo patto di ricerca fra scuole e industrie. 1 euro investito oggi genera 4 euro di resa finanziaria nel medio termine”, ha affermato il Ministro durante il Forum Ambrosetti a Cernobbio. L’affermazione segue due anni dedicati alla cooperazione scientifica al MIUR. Tra le molte iniziative promosse da Fioramonti, ci sono stati anche numerosi forum e laboratori in collaborazione tra Italia e Africa meridionale.

“Se oggi l’economia non sa essere sostenibile sviluppando una qualità di vita migliore”, ha proseguito il Ministro, “non può essere veramente dinamica e competitiva”.

Il capitale umano nella ricerca

Inoltre, Fioramonti ha enfatizzato il valore del ‘capitale umano’ e della ricerca. “Il capitale fisico e finanziario non è più l’unico che conta, ma va considerato anche il capitale naturale, sociale e umano”, ha detto. “Bisogna tornare a investire in modo coraggioso nella ricerca, per produrre uno sviluppo economico che non sia il migliore del XX ma il migliore del XXI secolo”.

Fioramonti e il ‘Gross Domestic Problem’

Il professor Fioramonti ha ottenuto l’interesse di economisti e scienziati sociali pubblicando nel 2013 il saggio “Gross Domestic Problem: The Politics Behind the World’s Most Powerful Number”. La tesi di Fioramonti è la creazione di dinamiche di mercato alternative, che non tengano conto solamente di fattori finanziari.

A margine del Forum Ambrosetti, Fioramonti ha commentato su Facebook: “Ci troviamo ad affrontare alcune delle sfide più complesse, eppure gran parte del mondo politico ed imprenditoriale non sembra fornire delle risposte credibili”.

“L’unico modello che dovremo seguire, l’unico modello che ha davvero un futuro, è quello basato sull’economia della conoscenza. Ma è un modello da creare. Insieme, da adesso”.

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