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Viaggio nell’arte con Piero Cioni: Il talento precoce di Raffaello

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Raffaello, Scuola di Atene, Città del Vaticano.
Raffaello, Scuola di Atene, Città del Vaticano.

Prosegue l’inserto de La Voce dedicato alla storia dell’arte. Pittore e amante delle arti visive, Piero Cioni ci guida attraverso la storia delle correnti artistiche europee, e non solo, a cavallo di millenni di evoluzione di cultura e società. In questo capitolo del viaggio parleremo della vita di Raffaello, l’ultimo artista del triumvirato dei grandi del Rinascimento.

Raffaello Sanzio era un figlio d’arte. Il padre, un ottimo pittore, muore quando Raffaello è poco più che decenne. Questo però non è stato il motivo della formazione artistica del figlio. Certamente, il padre ha avuto una forte influenza su di lui, esponendolo all’arte. Un ragazzo precoce nell’apprendere, Raffaello trova la sua aspirazione artistica nelle opere di grandi artisti del passato del calibro di Piero della Francesca, per la pittura, ed Alberti e Laura, per l’architettura.

Si stabilisce ancora ragazzo a Perugia, dove trova impiego a bottega del maestro Pietro Perugino. Sotto l’insegnamento del Perugino, Raffaello diventa un artista capace, tanto che ancora diciassettenne coprirà una posizione di rilievo nel dipingere un altare in una chiesa a Città di Castello.

L’eredità del Perugino

In un primo tempo, Raffaello rimane ideologicamente condizionato dal Perugino, anche se con continua ricerca dimostra nei suoi lavori qualità a volte superiori a quelle del maestro. Per alcuni anni, il giovane artista si sottomette alle idee del maestro per poi liberarsene evidenziando la sua genialità nel dipingere alcune madonne col bambino di notevole levatura artistica.

Raffaello a Firenze

Infine, Raffaello è pronto per il grande salto. La sua maturità artistica avviene quando si reca a Firenze. Qui, osservando opere di tanti grandi, può saziare la sua curiosità artistica. Ammira Michelangelo e sopratutto Leonardo, dei quali ne incorpora il genio e la qualità sia del colore che della forma. L’influenza suscitata dai due grandi permetterà all artista di far in futuro far parte del triunvirato: Leonardo, Michelangelo, Raffaello, i tre più grandi in assoluto.

Alla corte di Giulio II

Raffaello è ora pronto per Roma, dove un bravo artista può ottenere tutto: fama, ricchezza e titolo. Giulio ll, il Papa cacciatore di artisti, non si lascia certo scappare un talento sopraffino come il suo. Con occhio esperto, il Papa capisce subito le qualità del pittore, al quale affida l’incarico della decorazione delle stanze del suo alloggio. Giulio II licenzia in tronco tutti gli artisti che vi stavano lavorando, fra i quali anche il maestro Pietro Perugino. Il Papa verrà ampiamente ripagato per quella decisione. Raffaello regalerà infatti al mondo alcune delle più grandi opere della Storia dell’arte.

È dovere menzionare in particolare la scuola di Atene, nella stanza della segnatura. Raffaello sta dando il meglio di sé attirando un po l’invidia del ‘divino’ Michelangelo.

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