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Crisi, il ‘toto-parlamento’ spacca il Governo italiano

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La crisi di Governo un braccio di ferro tra Luigi di Maio e Matteo Salvini. Fonte: Ansa
Da sinistra: i due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, durante la cerimonia per l'anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria in piazza del Popolo, Roma 8 luglio 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Ben poche volte abbiamo assistito a crisi di governo così spettacolarizzate. E ben poche volte abbiamo assistito a cambi di posizione così repentini e spregiudicati da parte dei partiti politici.

Se un anno fa, nei mesi che precedettero la formazione del governo, si assistette a trattative che nei giorni della campagna elettorale sarebbero apparse impensabili – con il Movimento 5 Stelle che tentò prima di corteggiare invano il PD e poi riuscì a staccare la Lega da Berlusconi e ad attirarla a sé – quello a cui assistiamo in questi giorni supera il passato per volatilità e drammaticità.

La crisi di Ferragosto

Tanto per cominciare la crisi aperta prima di Ferragosto da Salvini, così sicuro di andare al voto da non temere la formazione di altre possibili maggioranze parlamentari. Salvini che poi, preso in contropiede, si rimangia tutto, inscenando una retromarcia che i grillini hanno definito “vergognosa”.

Poi il Partito Democratico, che dopo aver votato più volte relazioni di chiusura ad ogni dialogo con il Movimento 5 Stelle, apre ad una possibile intesa.

E, al centro, il Movimento 5 Stelle, fiaccato da un anno di governo e dalla costante perdita di consensi, che, ristabilitosi dal disorientamento seguito alla rottura della maggioranza, sembra risvegliarsi da un incubo. I pentastellati decidono di umiliare Salvini in Parlamento con il duro discorso di Conte. L’ex premier taccia il leader leghista di pochezza istituzionale, opportunismo e irresponsabilità, prendendo anche le distanze da alcune posizioni molto discusse del leader leghista. Posizioni che, però, lo stesso Movimento non solo ha sopportato ma ha anche avallato nei quattordici mesi di governo insieme.

Un baratto di consensi

Ma dura poco. Perché i grillini, se questa volta non abbandonano l’intransigenza per riprendere il valzer dei due forni come un anno fa, poco ci manca. Alla Lega e alle sue sirene di ritorno non chiudono mai del tutto, al dialogo con l’odiato PD aprono quasi subito.

I giorni passano, i tatticismi restano. Lunghi, estenuanti, infruttuosi. Per lo spettacolo va più che bene. Riaprono ad agosto le trasmissioni politiche, si rincorrono i tweet e le dirette Facebook, le spiagge si politicizzano, la politica si riprende i riflettori.

Il punto è che non dovrebbe essere uno spettacolo. Governo 5stelle-Lega o 5stelle-PD? Se abbiamo ormai capito che qualunque coalizione o accordo non sia da ritenersi impossibile, non abbiamo però compreso come politiche così all’apparenza distanti possano conciliarsi, allontanarsi e poi tornare a ricongiungersi nel giro di poche ore. Anche al netto della legge elettorale che ci ha portati a questo stallo.

Meno politica, più politiche

Più europei o meno? Quali le politiche sociali? Che piani energetici e politiche ambientali dovremo intraprendere? Chi saranno i nostri alleati internazionali e che tipo di politica estera perseguiremo? E sui migranti che posizione terremo? Se davvero tutto questo – e non gli opportunismi di partito e di leader politici che non sempre coincidono e che anzi spesso si sovrappongono – è fondamentale perché una nuova coalizione possa sorgere o meno, lo si stenta a capire.

Quello che però capiamo – e l’insegnamento per i più giovani non è dei migliori – è che un certo baratto sfacciato e spudorato di idee e posizioni sia stato sdoganato in questa crisi, mortificando la proposta politica nei suoi aspetti legati ai valori, alle idee e alle visioni di lungo periodo.

1 COMMENT

  1. Bell’articolo, grazie, soprattutto l’ultima parte! Da decenni ormai di vede un peggioramento nell’esempio che i governanti dovrebbero dare ai cittadini e soprattutto ai giovani, la fine delle ideologie politiche storiche e la mancanza di nuove ideologie non aiuta a riprendere la situazione. Chissà come sarà il nostro futuro? Per chi non lo ha ancora letto, consiglio 21 lessons for the 21st Century, libro di una storica israeliana molto ben costruito.

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