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L’ingegnere-mecenate Cristina Trois nominata Cavaliere

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Cristina Trois nominata cavaliere.

Professore Ordinario di Ingegneria Ambientale alla University of KwaZulu-Natal e estrosa divulgatrice della scienza applicata, Cristina Trois aggiunge oggi la spillina di Cavaliere della Repubblica a una vita piena di record e successi. A consegnare l’onoreficenza alla professoressa è stato l’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica Paolo Cuculi, il 7 agosto all’apertura del workshop dell’Italy-South Africa Research Programme (ISARP) a Durban.

“È stato un evento bellissimo e molto ben organizzato da Pier Guido Sarti dell’Ambasciata e dalla mia Università, che mi ha supportato molto”, afferma orgogliosa Trois.

Dall’Expo di Milano al NIRNEP

La collaborazione con l’Attachè scientifico Sarti ha origine nel 2015, durante l’Expo di Milano. “Il tema dell’Expo erano lo sviluppo sostenibile e la food security. Decidemmo di dare il via a una piattaforma di collaborazione tra varie Università italiane, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e la University of KwaZulu-Natal”.

In quattro anni, alla piattaforma su “water waste energy for food security” si aggiungono il circuito del NIRNEP (Network of Italian Researchers in the North-Eastern Provinces) promosso dall’Ambasciata italiana e una piattaforma specifica in ingegneria sanitaria ambientale, che arriva a coinvolgere 15 Università italiane. Nell’ambito di numerosi scambi accademici, Trois ha permesso a molti giovani ricercatori italiani di stabilirsi in Sudafrica e continuare le proprie ricerche alla UKZN.

Cristina Trois paladina della divulgazione scientifica

Nel lungo curriculum di Cristina Trois spiccano vent’anni di ricerca in Sudafrica. Inoltre, Trois ha servito sei anni da preside. È stata la prima donna ordinario e preside nella storia della Facoltà di Ingegneria della UKZN e la seconda in tutto il Paese. “La mia università è sempre stata abbastanza progressista”, dice, “ma in ambito accademico rimane molta resistenza al cambiamento e all’inserimento di donne in posizioni di leadership”.

Il grande talento della professoressa è però la divulgazione. “Lavoriamo da anni su progetti che non hanno niente da invidiare a quelli dell’MIT di Boston, ma in pochi lo sanno. Ho riflettuto su quale impatto volevo che avesse il nostro lavoro e ho sentito l’esigenza di dare una nuova voce alla ricerca”.

Waste to Resource e Waste to Art

“Si parla tantissimo di climate change e problemi di inquinamento ambientale, ma non si parla di che cosa fa la ricerca dentro l’università” spiega Trois. Nasce così il progetto della Waste to Art Gallery, in collaborazione con il GreenUKZN Programme e la ONG Durban Green Corridors. Quest’ultima è particolarmente attiva nell’estuario dell’Umgeni River e nel porto di Durban dove ha ideato sistemi di raccolta delle plastiche galleggianti chiamati ‘litter-boom’.

“La città di Durban e Durban Green Corridors ci hanno contattato per mappare le aree d’ingresso delle plastiche lungo il corso del fiume Umgeni e nel porto di Durban”, dice la professoressa, “che vengono inondati di plastica ogni volta che c’è un’esondazione. Anche le townships vicino al fiume vengono distrutte da uno tsunami di acqua e plastica”. Così, insieme alla ricerca scientifica, abbiamo anche lanciato il Neptune Project che mira alla creazione di una Waste to Art Gallery. Metterà a confronto diverse forme d’arte, ingegneria e architettura per comunicare la ricerca attraverso il linguaggio universale dell’arte”.

A novembre un festival del riciclo

Le facoltà di ingegneria, fashion-design, arte, musica ed educazione della UKZN scenderanno in campo assieme contro l’inquinamento e il climate change, il prossimo novembre. Il Neptune Project, coordinato dalla siciliana Gisella Reale, allestirà un festival all’insegna dell’interdisciplinarità tra il 25 e il 29 novembre a UKZN. Il festival è organizzato in occasione della Summer School 2019 sul tema Waste-to-Resource. Vedrà l’intervento di un artista locale, Umcebo Design, e di un fotografo subacqueo italiano, oltre alla collaborazione di stilisti, musicisti e ingegneri. I cinque giorni saranno dedicati a workshop, mostre, sfilate ed eventi musicali. L’obiettivo: lanciare una nuova immagine del rifiuto in plastica. Il materiale riciclato si trasforma dapprima in risorsa, infine in protagonista sul tappeto rosso, sotto i riflettori dell’arte e dell’architettura contemporanee, e delle camere da concerti più blasonate.

I progetti di Trois non si fermano all’immediato futuro. “Insieme a Claudia Loggia, Silvia Bodei e Antonio Blanco Montero, sto lavorando su un nuovo focus di architettura chiamato Waste Architecture”, conclude. “L’obiettivo è trasformare discariche in giardini, integrando impianti ambientali nel tessuto urbano. Creeremo uno spazio architettonico analogo alle Soweto Towers o a progetti all’avanguardia a Vienna e in Danimarca. Con l’intervento di studenti di architettura e alcuni candidati internazionali, daremo il via alla costruzione di un parco tecnologico ambientale nel nostro campus che spieghi come si può produrre elettricità partendo dai rifiuti”.

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