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Dimissioni di Conte, iniziano le consultazioni parlamentari

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si dimette. Fonte: Ansa.
Italian Prime Minister Giuseppe Conte is hugged by Deputy Prime Minister and Labour Minister Luigi Di Maio after addressing to the Senate about the government crisis, in Rome, Italy, 20 August 2019. ANSA/ ETTORE FERRARI

Un lungo discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiuso l’esperienza gialloverde al Governo italiano. Chiamato a rispondere alla proposta di un voto di sfiducia proposto dalla Lega, il premier ‘tecnico’ del Movimento 5 Stelle ha agito d’anticipo annunciando le proprie dimissioni.

Le dimissioni di Conte

“L’azione del governo si arresta qui”, ha affermato il Presidente. Il premier ha spiegato: “la decisione della Lega, che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’immediata calendarizzazione, oltreché le dichiarazioni e i comportamenti, chiari e univoci, posti in essere in queste ultime settimane, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo”.

“Mi recherò, dopo il dibattito parlamentare, dal Presidente della Repubblica per comunicargli ufficialmente l’interruzione di questa esperienza di governo e rassegnare nelle sue mani le mie dimissioni da Presidente del Consiglio”.

Conte parla del lavoro svolto dal suo gabinetto negli ultimi due anni: “abbiamo lavorato fino all’ultimo giorno”. Alla guida del Governo italiano da giugno 2018, Conte ha ottenuto il compito di formare un Consiglio dei Ministri su proposta del Movimento 5 Stelle. Le sue elezioni sono state il risultato di lunghe consultazioni post-elettorali tra M5s, Lega e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dure accuse alla Lega

Un ruolo da mediatore quello di Conte. Nel proprio mandato, il premier si è spesso trovato nel mezzo di un braccio di ferro politico tra Lega, M5s e le forze di opposizione. “Affinché un sistema democratico possa perseguire il bene comune e possa funzionare secondo criteri di efficienza, ogni partito è chiamato a operare una mediazione, filtrando gli interessi di parte alla luce degli interessi generali. Quando una forza politica si concentra solo su interessi di parte e valuta le proprie scelte esclusivamente secondo il metro della convenienza elettorale, non tradisce solo la vocazione più nobile della politica, ma finisce per compromettere l’interesse nazionale”.

Così il premier si scaglia contro il viceministro Matteo Salvini, seduto al suo fianco nella seduta parlamentare. “I comportamenti del ministro dell’Interno”, aggiunge, “rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale”.

“Altroché governo dei no”, prosegue Conte, dopo aver elencato gli obiettivi raggiunti sul piano di governance, riforme sociali e infrastrutture. “La verità è un’altra: all’indomani della competizione europea, il Ministro dell’Interno e leader della Lega, forte del successo elettorale conseguito, ha posto in essere un’operazione di progressivo distacco dall’azione di governo, un’operazione che ha finito per distrarlo dai suoi stessi compiti istituzionali e che lo ha indotto alla costante ricerca di un pretesto che potesse giustificare la crisi di governo e il ritorno alle urne”.

La replica di Salvini

“Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto”, ribatte Salvini. Il leader leghista è in parlamento “con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po’ meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”.  “Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura”.

Renzi: “la situazione impone un surplus di responsabilità”.

“Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo”, commenta il democratico Matteo Renzi, “ma la situazione impone un surplus di responsabilità. Lei oggi presidente del consiglio si dimette ed il governo che lei ha definito populista ha fallito. Tutta l’Ue ci dice che l’esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare”.

Riguardo alla possibilità di nuove elezioni già a ottobre, Renzi osserva: “Non si è mai votato in autunno”. Secondo Renzi, “c’è da evitare l’aumento dell’Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l’aumento dell’Iva porta crisi dei consumi. Non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete”.

L’alleanza tra M5s e Pd resta un grosso interrogativo, le cui dinamiche verranno a delinearsi nei prossimi due mesi. All’interno del Pd, diverse scuole di pensiero contrappongono il “governo istituzionale” proposto da Matteo Renzi e il “voto subito” di Carlo Calenda.

Qui il discorso integrale con le dimissioni di Conte.

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