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Mozione di sfiducia della Lega, in crisi il Governo italiano

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Un momento della riunione dei capigruppo del Senato, Roma 12 agosto 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Italiani al voto entro ottobre. È la richiesta del leader leghista Matteo Salvini, in rotta di collisione con il Movimento 5 stelle ai vertici del Governo. Il partito del Ministro degli Interni ha presentato una mozione di sfiducia contro il Presidente Giuseppe Conte, per la quale è previsto un dibattito in Senato per il 20 agosto.

Luigi di Maio e Matteo Salvini. Fonte: Ansa
Da sinistra: i due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, durante la cerimonia per l’anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria in piazza del Popolo, Roma 8 luglio 2019.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Resta aperta l’opzione di un reimpasto di Governo, ma Salvini ribatte: “Non siamo attaccati alle poltrone, lo vedrete presto… Mi affido alla saggezza del Presidente della Repubblica: è evidente che non c’è un’altra maggioranza”.

Verso un’intesa M5s-Pd?

In Parlamento, una maggioranza è possibile, ma questo richiederebbe l’accordo scomodo tra M5s e Pd. Assieme, i due partiti raggiungerebbero i 158 seggi in Senato, una maggioranza quasi assoluta e sufficiente per negare il voto alla Lega e formare un nuovo Governo. Dal Pd arrivano segnali contrastanti sul possibile reimpasto. L’ex Primo Ministro Matteo Renzi è “convinto che ci sia una maggioranza per un governo Istituzionale che salvi l’Italia. Chi dirà ‘no’, si assumerà la responsabilità davanti al Paese di consegnare alla destra estremista il futuro dei nostri figli”.

Diverso il parere del segretario Pd Nicola Zingaretti, che ha scritto sul suo blog HuffPost: “Con franchezza dico no. Un accordicchio Pd-M5s regalerebbe a Salvini uno spazio immenso. Nessuna paura del voto. Il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane”.

Simile l’opinione del segretario 5 stelle Luigi Di Maio, che scrive su Facebook: “Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi. Sento parlare di aperture o di chiusure ma il M5s vuole solo una cosa: che si apra al taglio dei parlamentari. Ci aspettiamo che la Camera possa votare la legge”. Nel suo post, Di Maio ha poi accusato Salvini di “mettere a rischio l’Italia, portando il Paese all’esercizio provvisorio”.

La Lega in cerca di alleati

La mozione della Lega è condizionata dall’inevitabile scontro con i compagni di coalizione del M5s. Secondo il testo della mozione di sfiducia, “l’esame in aula delle mozioni riguardanti la TAV ha suggellato una situazione di forti differenze di vedute, tra le due forze di maggioranza, su un tema fondamentale per la crescita del paese come lo sviluppo delle infrastrutture”. Inoltre, “le stesse divergenze si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra economica”.

Si rompe così il patto di Governo, costruito con fatica dai due partiti per formare una maggioranza dopo le elezioni dell’anno scorso. In rotta di collisione con il partito di maggioranza, la Lega guarda ora a destra per trovare alleati che sostengano la sfiducia. Se ai 58 seggi leghisti si aggiungessero i 62 senatori di Forza Italia e i 18 di Fratelli d’Italia, a votare contro il Governo Conte sarebbero in 138.

“Il presidente Berlusconi e Salvini si stanno parlando, si vedranno presto”, ha dichiarato la capogruppo di FI Anna Maria Bernini. E Giorgia Meloni di FdI: “Le sinistre, da Cinque stelle a LeU, si compattano per impedire di votare la mozione di sfiducia. Questi signori vogliono solo prendere tempo per tentare di costruire un’altra pseudo maggioranza che ha come principale obiettivo quello di impedire ai cittadini di votare”.

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