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Un carro armato Sherman ai piedi delle Dolomiti

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Carrarmato Sherman. Fonte: Wikipedia

“Non mi fido” questo il nome affibbiato alle opere sulle Alpi e preferito dal popolo al più pomposo e burocratico “Vallo Littorio in Alto Adige”, nato ufficialmente il 21 Novembre 1939, ma che in realtà era in gestazione e anche addirittura in costruzione da molto più tempo.

A non fidarsi di Hitler e del nazismo erano Re Vittorio Emanuele e Mussolini, sempre sospettosi sulla presenza di abitanti madre lingua tedesca in Alto Adige. Quando poi nel 1934, nell’ambito di un putsch per la annessione dell’ Austria alla Germania, veniva ucciso E. Dolfuss, cancelliere austriaco amico del regime fascista italiano, i sospetti diventarono una fobia scatenando una iniziativa di difesa dell’Italia dall’invasione tedesca.

Puntualmente, nel 1938, l’Austria scompare e l’Italia si trova ai confini con la potentissima Germania che nel Settembre 1939 fa un solo boccone della Polonia (assieme alla Russia). Ci fu anche il patto d’acciaio siglato da Hitler e Mussolini nel 1939, ma la diffidenza verso le mire espansionistiche della Germania rimane e si va avanti con il vallo Alpino.

La solerte macchina del Genio Militare individua 3 direttrici di un possibile attacco. Su ogni direttrice erano provisti degli sbarramenti, per arrestare l’avanzata: sul Brennero ce n’erano 7, sul Resia 6 e sulla Pusteria 7. Su ogni sbarramento c’erano numerose opere fortificate, la cui composizione era diversa a seconda di posizione strategica, mimetizzazione e funzione nello sbarramento. Alcune erano costruite in caverna, altre in calcestruzzo o miste, a 1, 2 o 3 piani, e con una diversa quantità di bocche da fuoco.

Dal 1948, al termine della guerra, le opere divennero parte della linea difensiva della NATO, fino al 1992 quando furono dismesse. Sette anni dopo sono state concesse alla Provincia di Bolzano per la realizzazione del Bunker Museum.

Ebbene, la notizia di questi giorni è che la collezione museale si è arricchita con il nuovo arrivo di un carro armato leggero Sherman, nato per liberare l’Europa dal nazismo nel D-Day e ora diventato un’attrazione sotto le Dolomiti di Dobbiaco e un monito su un passato nefasto da non ripetere mai più.

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