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L’Italia impegnata per il silenzio delle armi in Africa entro il 2020

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epa05734640 Senegalese children watch Senegalese military troops waiting at the border of Senegal and Gambia near the border town of Karang, Senegal, 20 January 2017. West African military forces are poised to move in to enforce the transfer of power removing President Yahya Jammeh following his refusal to accept election results. President-elect of Gambia Adama Barrow was sworn in as president at the Gambia embassy in Dakar, Senegal on 19 January 2017. EPA/STR

“Venti di speranza attraversano l’Africa. Il riavvicinamento tra Etiopia ed Eritrea, la rivitalizzazione dell’Accordo di Pace in Sud Sudan, la conclusione dell’Accordo di Bangui in Centrafrica sono sviluppi di grande importanza che devono incoraggiarci ad intensificare gli sforzi a sostegno della stabilizzazione e dello sviluppo sostenibile del Continente”, ha detto il Vice Rappresentante Permanente italiano presso le Nazioni Unite a New York, Ambasciatore Stefanile, intervenendo al dibattito in Consiglio di Sicurezza sull’obiettivo di mettere a tacere le armi in Africa entro il 2020 (“Silencing the guns in Africa”).

“L’impegno dell’Unione Africana per definire un piano d’azione a livello continentale ed i progressi conseguiti nell’attuazione dell’Architettura di Pace e Sicurezza Africana, anche attraverso il Fondo per la Pace e lo sviluppo di iniziative di mediazione e prevenzione dei conflitti, vanno attivamente sostenuti dalla comunità internazionale”, ha detto Stefanile nel dibattito successivo al voto su una risoluzione di cui l’Italia era tra i co-sponsor. Stefanile ha ricordato l’importanza della cooperazione tra Onu e Unione Africana (UA) e ribadito che l’Italia resta a favore dell’impiego di fondi ONU a sostegno delle operazioni di pace a guida africana, a condizione che integrino standard adeguati di preparazione, equipaggiamento, trasparenza, disciplina e rispetto dei diritti umani.

“Mettere a tacere le armi in Africa entro il 2020 richiederà d’altra parte contrastare il traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro, un’azione che l’Italia porta avanti a vari livelli contribuendo tra l’altro a iniziative concrete, come il programma UNODC di assistenza ai paesi del Sahel nell’applicazio, sottolineando anche la necessita’ di rimediare alla fragilità istituzionale, alla carenza di buona governance e alle diseguaglianze socio-economiche nel Continente. A tal fine, l’Italia sostiene programmi di formazione e di consolidamento delle capacità istituzionali in molti Paesi Africani.

Fonte: Ansa

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